L’Arengo rispolvera la tassa sui parcheggi: la Saba pagherà 250 mila euro

Il varo del bilancio di previsione 2017, da parte della giunta comunale, mai come stavolta – tra difficoltà economiche e terremoto – può essere definito come la quadratura del cerchio. E una delle novità è che tra i ragionamenti e le alchimie contabili, l’Arengo ha deciso di rispolverare – facendosi forza su una recente sentenza del Consiglio di Stato – la famosa “tassa sui parcheggi”, più correttamente denominata canone non ricognitorio, ovvero quella tassa che dovrebbero pagare le grandi aziende, con profitti consistenti, per le cosiddette utilities. E, nel caso specifico, anche la Saba è chiamata a pagare per gli spazi utilizzati per gli stalli della sosta. Un discorso che sembrava accantonato alla luce di alcuni pronunciamenti avversi a livello giudiziario, ma che ora ritrova vigore ed anche una voce di entrata nel bilancio appena varato.

 

Secondo quanto indicato nel bilancio 2017, l’Arengo prevede di incassare dal canone non ricognitorio circa 560 mila euro, pur decidendo di considerare una voce di entrata per il canone stesso pari a 800 mila euro. Come già noto, il regolamento per l’applicazione di questa nuova tassa era già stato approvato lo scorso anno in consiglio comunale pur non arrivando, poi, all’attuazione. Adesso, invece, l’Amministrazione comunale intende provarci. Si tratta, in pratica, di una nuova tassa che va a colpire soprattutto aziende con fatturati importanti, secondo regole applicabili a tipologie più importanti come le grandi utilities o a chi ha concessioni che producono profitti rilevanti. Escludendo le piccole e medie imprese. Un discorso in cui, come detto, rientra anche la Saba che, secondo la prima stima fatta al momento dell’approvazione del regolamento, dovrebbe pagare un canone pari a circa 250 mila euro in un anno.

 

Condividi:
Share Post
Written by

Direttore responsabile della Gazzetta di Ascoli Giornalista professionista e scrittore

No comments

LEAVE A COMMENT

Don`t copy text!