Nella fase in cui l’economia locale cerca di riprendersi in mano il proprio destino, attraverso la possibile strada dell’Area di crisi e dei connessi possibili risvolti occupazionali, le famiglie ascolane devono continuare a fare i conti – essendo escluse dalle agevolazioni automatiche del post terremoto – con tasse e bollette. Tasse e bollette che, ad ogni livello, incidono sempre di più sui bilanci familiari. Ma per capire meglio – in maniera indicativa – dove finiranno i soldi dei cittadini del capoluogo piceno destinati all’Arengo, si può andare a leggere con attenzione quelle che sono le entrate previste relativamente alle imposte e ad altri introiti legati ai servizi e alle sanzioni.
Le tasse
Dal punto di vista fiscale, per questo 2017, tra imposte locali e recupero di vecchie tasse non pagate, nelle casse dell’Arengo i cittadini dovrebbero versare – secondo le previsioni – 35,2 milioni di euro. Nel dettaglio, ad incidere maggiormente sarà la Tari, ovvero la tassa sui rifiuti, con un gettito previsto (salvo esenzioni per le case inagibili) di 10,5 milioni di euro (ovvero il 28,83% delle entrate tributarie complessive. Dall’Imu, invece, dovrebbero arrivare 7,8 milioni d euro (il 21,42%), mentre dal Fondo di solidarietà comunale dovrebbero arrivare 7,5 milioni (il 20,73%). Così come 5.080.000 euro dovrebbero entrare dall’addizionale Irpef (il 13,95%). La Tasi garantirà, invece, un introito di 2,3 milioni, mentre l’imposta comunale sulla pubblicità porterà 670.000 euro. Per il recupero del pregresso, Tarsu, Tares e Tari degli anni precedenti dovrebbero garantire, secondo le previsioni, 800.000 euro, mentre l’Imu pregressa 500.000 euro.
I servizi
Per quello che riguarda gli introiti che verranno garantiti dal pagamento dei servizi o per comportamenti sanzionabili da parte dei cittadini, l’Arengo conta di incassare, sempre in questo 2017, un totale di 21.073.450 euro. Di questa somma, 5.750.000 euro verranno garantiti dalle farmacie comunali, 1.150.000 euro da mense, asili nido, forno crematorio ed altro, 800.000 euro dai canoni non ricognitori (per grandi aziende e Saba), 800.000 euro dalle multe per le infrazioni al codice della strada (anche con l’effetto varchi). Poi, a rimpinguare la cifra, ci sono 3 milioni di euro dai dividendi delle società partecipate, 5 milioni di euro dalla polizza assicurativa contro il sisma e 4,5 milioni di euro garantiti da altre voci non precisate.