Superano i 3,5 milioni di euro i contributi per la sistemazione delle famiglie ascolane sfollate per il terremoto: una cifra significativa che va a braccetto con gli oltre 500 nuclei familiari che sono già inseriti negli elenchi inviati alla Regione e percepiscono i famosi Cas (contributi di autonoma sistemazione). L’altra faccia della medaglia, ma strettamente collegata, è quella delle almeno 4500 richieste di sopralluoghi che devono ancora essere evase, per capire quanti di questi edifici siano inagibili, con la scadenza stringente – e impossibile da rispettare – del prossimo 31 luglio.
Entro e non oltre tale data, infatti, qualora non dovesse arrivare una benedetta proroga, dovrebbero essere presentati tutti i documenti per poter richiedere i contributi per gli edifici inagibili. Praticamente impossibile, come confermano anche dagli stessi uffici tecnici comunali. La verità è che oltre alle procedure farraginose, su Ascoli pesa ancor più il fatto di aver subìto danni praticamente da tutte le principali scosse che si sono susseguite in questi mesi: da quelle del 24 agosto (che invece avevano inciso molto meno su altre zone) a quelle tremende di ottobre ed anche a quelle del 18 gennaio abbinate all’emergenza neve. E tutto questo è stato, in un certo senso, sottovalutato.
La preoccupazione, in questo senso, è proprio per tutte quelle famiglie –alla fine potrebbero essere anche duemila – che rischiano di rimanere senza sopralluogo prima della scadenza. E, quindi, senza sapere se la loro casa sia inagibile o meno e soprattutto senza poter più richiedere il contributo per la sistemazione. Un’ulteriore mazzata, dunque, che avrebbe ripercussioni anche dal punto di vista economico, oltreché sociale ed urbanistico, considerando il forte rischio che molti edifici a quel punto potrebbero restare lesionati per anni.
Per la proroga a tutti i costi, come unica via di uscita per Ascoli e altre città che si trovano in una situazione simile, tra cui Macerata, si stanno già spendendo innanzitutto proprio gli ordini professionali dei tecnici che ben comprendono l’impossibilità di completare tutti i sopralluoghi entro i termini previsti. Così come sollecitazioni stanno arrivando anche dai Comuni, come nel caso dell’Arengo (sulla base delle indicazioni fornite dall’ingegner Ballatori, dirigente che coordina l’attività relativa agli edifici privati) proprio per far sì che il termine di scadenza venga fissato a partire dalla notifica dell’eventuale comunicazione dell’inagibilità. Uno scenario che, però, potrà essere sbloccato solo da un nuovo passaggio in Parlamento, attraverso un eventuale nuovo decreto che modifichi la situazione e, quindi, cambi la data di scadenza per le richieste di contributi.
La necessaria velocizzazione dei sopralluoghi, in ogni caso, è legata non soltanto all’aspetto economico, ma anche alla sicurezza di chi vive in abitazioni che, magari, dallo scorso mese di agosto sono in realtà inagibili. Ma che nessuno ancora può sapere ufficialmente non essendo ancora state sottoposte a sopralluogo. E se nel frattempo succedesse disgraziatamente qualcosa a chi si trova dentro quelle case e che ha provveduto già magari dalla scorsa estate a richiedere, ancora senza esito, una verifica tecnica? Quel che almeno pare rassicurante è il fatto che, dal punto di vista tecnico, gli uffici comunali sono riusciti ad inserire in banca dati tutte le richieste di sopralluogo e adesso si potrà procedere per aggregati, ovvero per i sopralluoghi di edifici a blocchi, secondo le zone di riferimento.
Sul fronte degli edifici evacuati per inagibilità, sono più di 500 le famiglie ascolane sfollate, che stanno già ricevendo ufficialmente i contributi di autonoma sistemazione, ma ovviamente il numero tende a crescere di giorno in giorno sulla base degli esiti dei sopralluoghi. E’ comunque significativo il dato economico abbinato a questa esigenza di aiutare le varie famiglie che hanno dovuto trovarsi una nuova sistemazione in attesa di ripristinare la propria, riconosciuta inagibile: stando ai conteggi aggiornati dell’Arengo, finora l’ente ha incassato dalla Regione circa 1,4 milioni per poi girare alle famiglie che hanno richiesto il contributo finora, poco più di un milione di euro. Ma, stando alle verifiche, sarà ora necessario erogare ai nuclei familiari che ne hanno diritto altri 2,5 milioni di euro. Soldi che, quindi, dovranno ulteriormente pervenire dai livelli regionali. Ad oggi, dunque, sarebbe di oltre 3,5 milioni di euro la cifra stanziata per coprire il fabbisogno delle famiglie che hanno dovuto lasciare la propria abitazione perché dichiarata inagibile a causa del terremoto. Una somma a cui poi andrebbe aggiunta, per fornire un quadro completo dei supporti economici alle famiglie sfollate, anche il costo degli alberghi che stanno ospitando diverse altre persone rimaste senza casa che, però, hanno scelto hotel o bed & breakfast.