Arredi e dehors, a settembre tutti dovranno adeguarsi al regolamento

Tavoli, sedie, fioriere, ombrelloni e quant’altro occupi aree pubbliche: il periodo di tolleranza è ormai agli sgoccioli. Scatterà a settembre il momento della verità per l’utilizzo del suolo pubblico e i relativi arredi, dehors, inclusi. A settembre, infatti, termineranno i previsti due anni concessi a tutti i locali e i pubblici esercizi del centro storico per adeguarsi alle nuove regole e da quel momento non sarà più possibile trasgredire: tutti dovranno rispettare i parametri inseriti nel regolamento per l’utilizzo di tavoli, sedie, ombrelloni e quant’altro, con determinati colori e tipologie. In caso contrario, pur dopo un ultima fase di sensibilizzazione, scatteranno le multe e anche le possibili revoche delle autorizzazioni. L’Arengo, specie dopo l’ulteriore spina nel fianco del terremoto, per il commercio cittadino, non dichiara guerra né sposa la linea dura, ma dopo due anni non intende chiudere gli occhi e far finta di nulla nei confronti di chi non rispetterà le regole. E rispettare le regole, nello specifico, significa anche non cambiare in corsa, una volta ottenuta l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico. Di contro, l’Amministrazione comunale starebbe anche valutando l’ipotesi di ammorbidire il discorso delle fidejussioni, da 100 euro al metro quadrato, che attualmente i locali si trovano a dover pagare in caso di iniziative o eventi. Insomma, adesso si arriva alla stretta finale anche sulla questione degli arredi esterni dei pubblici esercizi e c’è da trovare un punto di equilibrio tra il rispetto delle regole e dell’immagine della città  e le difficoltà oggettive di chi deve tenere in vita attività minate da crisi, prima, e terremoto poi.

 

In realtà, a circa due mesi dallo stop alla tolleranza, la mappatura di locali e attività sembra essersi in gran parte allineata alle nuove regole, con l’eliminazione di arredi non in linea per colori o tipologia. Ma resta ancora una fetta di operatori che, magari anche per difficoltà economiche o per scelta, non ha ancora provveduto a mettersi in linea col regolamento. L’assessore al commercio, Alessandro Filiaggi, in tal senso si ritiene comunque soddisfatto della situazione.

“Bisogna sottolineare – spiega Filiaggi – che in realtà molti locali e pubblici esercizi si sono già allineati alle nuove regole e altro elemento positivo sta nel fatto che le attività che aprono lo fanno informandosi subito e predisponendo già arredi e strutture conformi al regolamento. Certo, resta una fetta di locali che ancora presenta elementi non in linea con la normativa, ma è chiaro che dovranno adeguarsi entro settembre. Nessuno vuole infierire o utilizzare il pugno duro, ma è chiaro che si utilizzare questo ultimo periodo di tolleranza concesso per sensibilizzare tutti affinché si adeguino. Dopodiché è chiaro che bisognerà applicare il regolamento e far rispettare i parametri, soprattutto per rispetto nei confronti di chi lo ha già fatto da tempo”.

“Con questo regolamento approvato proprio subito dopo l’insediamento di questa nuova giunta – aggiunge l’assessore al commercio e al centro storico – siamo stati dei pionieri ed abbiamo precorso i tempi, considerando che altre città, come San Benedetto, stanno cercando solo ora di risolvere il problema dei dehors e degli arredi. Del resto, se vogliamo adeguare la nostra città alle sue bellezze architettoniche con un’adeguata immagine turistica, bisogna fare questo sforzo e rispettare le norme, per il bene di tutti”.

Cosa succederà, dunque, da qui a settembre e poi nei mesi successivi sul fronte dehors e arredi? Alla scadenza dei due anni dall’approvazione del regolamento, come detto, tutti i locali dovranno essersi adeguati per poter ottenere o rinnovare le autorizzazioni. Come sottolineato dall’assessore Filiaggi, la maggior parte degli esercizi si è adeguata, ma ci sono ancora diverse attività che non hanno provveduto o che sporadicamente utilizzano arredi e strutture non conformi. Questi due mesi circa dalla scadenza dovranno, quindi, servire per sensibilizzare chi ancora non si è messo in regola.

Dopodiché, superato il limite temporale previsto, si entrerà nella fase delle sanzioni. Va ricordato che il regolamento aveva diversificato le tipologie di arredi secondo anche la rilevanza architettonica delle zone, entrando anche nel dettaglio dei colori da utilizzare oltreché nella bocciatura di alcuni elementi come, ad esempio, le fioriere, sulla scia di quanto indicato anche dalla Soprintendenza. Bocciatura totale, inoltre, per quel che riguarda i gazebo chiusi, ovvero quella tipologia che aveva creato il famoso sequestro delle strutture in piazza Arringo con tanto di strascichi giudiziari.

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