Sisma e procedure Fast, c’è chi si ritrova evacuata l’abitazione senza una crepa

E’ il terremoto del dolore, della paura, ma anche dei disagi e delle situazioni paradossali. Situazioni che nascono, presumibilmente, da procedure e normative fatte in fretta, in fase emergenziale, e quindi con tutti i limiti del caso. Capita, ad esempio, che mentre c’è chi si ritrova con la casa lesionata e aspetta pazientemente il sopralluogo per poter avere la scheda di inagibilità e procedere poi con la messa in sicurezza, c’è anche chi si ritrova con un’ordinanza di evacuazione (sebbene temporanea) pur avendo un’abitazione senza neppure un graffio. La colpa, nel caso specifico, è delle procedure Fast, ovvero quelle procedure accelerate che prevedono sopralluoghi sommari, per interi edifici o quasi, alla fine dei quali succede di vedere un intero immobile dichiarato inutilizzabile anche se c’è un solo appartamento realmente inagibile. Paradossi, dicevamo, come quello della sospensione delle bollette per tutti i comuni inseriti negli appositi elenchi del cratere tranne che per Ascoli. Dove – sempre paradossalmente – c’è chi si ritrova con la casa gravemente lesionata ma, nell’attesa del sopralluogo, si vede costretto a continuare a pagare regolarmente tutte le bollette… Situazioni che, pur nella tragedia, assumono i contorni della farsa.

 

Sembra incredibile, ma è vero: ad Ascoli c’è gente che si ritrova fuori di casa, per una scheda Fast di non utilizzabilità del palazzo e la relativa ordinanza, pur ritrovandosi un’abitazione senza neppure una piccola crepa. E addirittura si vede costretto ad abbandonare l’appartamento fino a che la scheda Aedes successiva non arrivi a precisare che l’inagibilità riguarda, magari, solo un’abitazione in un intero edificio. Nel frattempo, però, si deve uscire di casa e arrangiarsi, sapendo che poi – beffa nella beffa – una volta riconosciuta l’agibilità del proprio appartamento non si percepisce neppure un centesimo per il disagio, non avendo diritto al contributo di autonoma sistemazione. Una delle conseguenze di queste normative che, in teoria, dovevano accelerare le procedure ma che, in realtà, raddoppiano i tempi visto che si procede con una ordinanza dopo la scheda Fast e poi con una successiva ordinanza dopo la scheda Aedes.

 

Al contrario, invece, paradosso nel paradosso, ecco il rovescio della medaglia: sono tanti anche coloro che sin dal 24 agosto si sono ritrovati con la casa lesionata ed hanno richiesto il sopralluogo per poter ottenere l’eventuale dichiarazione di inagibilità e procedere con la domanda per i contributi e la messa in sicurezza e, invece, attendono ancora. Senza poter, quindi, ottenere né il contributo di autonoma sistemazione, né tantomeno la sospensione di tasse e bollette come accade a tutti i coloro che sin dall’inizio hanno avuto la verifica e la dichiarazione di inagibilità. Certo è che, in tutto questo, i tecnici del Comune e quelli della Protezione civile si sono ritrovati a dover lavorare a testa bassa per mesi e mesi, sulla scia di queste procedure-sperimentali, alla luce delle oltre 9000 richieste di sopralluoghi registrate ad Ascoli.

 

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