Il Piano regolatore esce dal freezer, cancellata norma che bloccava gli insediamenti

Si sblocca, dal punto di vista della concretezza, il nuovo Piano regolatore ascolano finora congelato per quel che riguarda investimenti e insediamenti nelle aree edificabili individuate in tutta la città. Il lasciapassare ora è garantito dall’approvazione della giunta comunale che di una modifica che supera una norma paralizzante per chi volesse costruire sulla propria area: norma che prevedeva la presentazione di un progetto congiunto di tutti i proprietari di una stessa zona, così come individuata dal Prg. Di fatto, un blocco ad ogni possibile singola iniziativa edilizia se non in stretta collaborazione tra “vicini”. E se è vero che l’erba del vicino è (o almeno sembra) sempre più verde, è chiaro che quando si tratta di costruire diventa molto difficile trovarsi d’accordo su modi, tempi e tipologie.

La giunta, in pratica, su proposta dell’assessore all’Urbanistica, Luigi Lattanzi, ha tradotto in una variante alla normativa attuale la volontà già manifestata dal consiglio comunale di cancellare quel passaggio che finora consentiva di costruire nelle aree cittadine individuate dal nuovo Piano regolatore (definite aree progetto) senza dover coinvolgere gli altri proprietari di aree nella stessa zona. Una sorta di freno a mano tirato, in pratica, per chiunque volesse procedere con la realizzazione di edifici (sempre nel rispetto della destinazione di ogni area). Con il nuovo testo approvato, in sostanza, si mette mano alla difficoltà oggettiva, già riscontrata, dell’attuazione di alcuni insediamenti dove la mancanza dell’unanime volontà dei proprietari di aree nello stesso comparto finora bloccava ogni tipo di iniziativa. La variante, comunque, come si legge nella relazione allegata alla delibera di giunta, non è imperniata “su una liberalizzazione generalizzata, ma si sono seguiti opportuni criteri al fine di evitare gli effetti negativi relativi all’eccessivo utilizzo di suolo che presumibilmente la Provincia ha voluto scongiurare all’atto dell’imposizione dell’intervento unitario su ogni comparto”. Si potrà andare avanti, quindi, per sub-comparti, ovvero per ogni singola area di proprietà, purché ci sia la previsione di una idonea viabilità (esistente o da realizzare) affinché l’area stessa non risulti inaccessibile. Ed in ogni sub-comparto, il massimo di suolo utilizzabile sarà del 40% della superficie complessiva.

Una curiosità finora passata sottotraccia che riguarda coloro che procederanno con la realizzazione di interventi edilizi è quella secondo cui si dovranno contestualmente cedere gratuitamente al Comune piccole aree da destinare a orti, pari a 10 metri quadrati per ogni abitante che si andrà ad insediare con l’intervento edilizio che si intende realizzare.

 

 

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