Sede dell’Ascoli Calcio, confermata in Appello la sentenza di primo grado

La corte d’appello di Ancona non risolve il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e l’Ascoli Calcio e conferma la sentenza di primo grado emessa dal tribunale di Ascoli. I magistrati di secondo grado hanno riaffermato che né la società sportiva né l’amministrazione comunale sono i proprietari dei quattro appartamenti oggetto della donazione fatta a suo da Cino Del Duca e Madame Simone Odette. Per i giudici è da rigettare il ricorso dell’Arengo che chiedeva la restituzione degli immobili e anche quello della curetela dell’Ascoli di Benigni che rivendicava il riconoscimento dell’usocapione dei beni. L’unico ad averne diritto in quanto parente più prossimo seppur non erede del mecenate originario di Montedinove, sarebbe pertanto Sergio Del Duca che, però, chiamato a testimoniare durante il dibattimento in Appello, rimarcò quanto era a sua conoscenza ovvero che i coniugi Del Duca «manifestarono la volontà di donare il compendio immobiliare secondo quanto risulta dagli atti di donazione versati in atti». Inoltre, è stato dichiarato infondato anche il ricorso dell’Ascoli Picchio che tramite i propri legali aveva presentato una propria istanza attraverso la quale la società di Francesco Bellini si era insinuata nel procedimento giudiziario facendo leva sul secondo atto di donazione della metà degli anni Novanta in cui la vedova di Cino Del Duca, Madame Simone Odette, specificava che gli appartamenti di corso Vittorio Emanuele sarebbero stati concessi in uso alla società sportiva più rappresentativa di Ascoli.  A questo punto, sia al comune che alla curatela fallimentare dell’Ascoli Calcio di Benigni non rimane altro da fare di ricorrere in Cassazione per vedere riformata la sentenza di secondo grado ed evitare che passi in giudicato.  La querelle prende le mosse più di venti anni fa, all’epoca di Costantino Rozzi e con la famosa donazione della famiglia Del Duca. L’Ascoli Calcio ha continuato a usufruire degli appartamenti di corso Vittorio, quale sede della società, mentre il Comune nel gennaio 2005, aveva fatto ricorso al tribunale di Ascoli per chiedere la restituzione dei locali.

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Vice direttore della Gazzetta di Ascoli - Giornalista

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