Il cantiere per la messa in sicurezza di un versante in cui il rischio dissesti persiste ormai da decenni, ovvero quello nella zona sopra il ponte di San Filippo, proprio sotto il complesso residenziale “Le terrazze”, sarà finalmente aperto lunedì prossimo. Un cantiere atteso per oltre 20 anni, slittato di legislatura in legislatura. Un intervento cui il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici Cardinelli hanno cercato ora di dare un’accelerazione per sbloccare una questione per troppo tempo rimasta in freezer. Dopo l’aggiudicazione dell’intervento, il cui costo, dopo il ribasso di gara, sarà di circa 480.000 euro, e dopo lo stop per l’emergenza Coronavirus, adesso si può davvero entrare nella fase concreta, per un intervento che dovrebbe richiedere 245 giorni a partire dal giorno di apertura del cantiere. Il problema principale da risolvere, riguardo l’intervento sul versante da sistemare è costituito dal fatto che ai piedi della scarpata il fiume Tronto, deviando il suo corso ed erodendo la sponda sinistra, ha formato un’ansa piuttosto pronunciata avvicinandosi sempre più al complesso edilizio sovrastante, posto a circa 70 metri di altezza. Dal 1998 ad oggi, a tal proposito, numerosi sono stati gli eventi franosi registrati nella zona. Per risanare la situazione, l’intervento prevede di mettere in sicurezza l’area ricorrendo alla realizzazione di una palificata con tiranti per circa 45 metri a monte del limite superiore della zona in frana e di una struttura in cemento armato per il recupero e la salvaguardia della zona verso valle a tutela degli spazi privati. Inoltre, è previsto il rafforzamento della parete, per circa un chilometro con rete metallica, oltre alla realizzazione di un paramento inclinato. I lavori dovrebbero concludersi entro 245 giorni, ovvero circa 8 mesi. Questo intervento era stato inserito ormai da almeno 20 anni nei vari Piani delle opere pubbliche comunali. Secondo i tecnici, già da tempo si riteneva necessario intervenire in quanto la zona risultava «ad elevato rischio idrogeologico». A finanziare i lavori è il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e prima di arrivare all’intervento vero e proprio c’erano stati ulteriori passaggi tra cui un intervento di ripulitura del versante dalla folta vegetazione presente.