palazzo-arengoLa ricostruzione tartaruga per gli edifici pubblici, con i decreti che non si sbloccano, ha spinto l’Arengo ad acquistare il ponteggio già presente nella sede principale del Comune per non continuare a sostenere, dati i tempi molto lunghi, canoni di affitto della struttura molto più pesanti. Una decisione che dà l’idea di come si siano allungati i tempi per ottenere l’ok dall’Ufficio ricostruzione riguardo i lavori di sistemazione per Palazzo Arengo così come per gli altri edifici comunali colpiti e danneggiati pesantemente dal sisma del 2016. Un tunnel in fondo al quale non sembra ancora intravvedersi la luce, con palazzi messi in sicurezza temporaneamente con impalcature e transenne in attesa degli attesi provvedimenti di sblocco dei lavori necessari a cancellare definitivamente le ferite lasciate dal terremoto di 4 anni fa.

 

Troppo tempo è passato da quelle prime scosse che hanno danneggiato Palazzo Arengo e altri immobili comunali, tra cui anche la suggestiva torre di Palazzo dei capitani. E ancora non arrivano i decreti necessari per sbloccare i lavori e i relativi contributi per la sistemazione definitiva degli edifici colpiti. Fatto sta che, dopo l’intervento di messa in sicurezza con il ponteggio installato che attualmente protegge diverse zone del palazzo comunale, scalinata inclusa, a questo punto l’Arengo ha deciso di evitare perlomeno un aggravarsi delle spese dovute al noleggio dell’impalcatura esistente ed ha quindi deciso di tagliare la testa al toro acquistando la stessa struttura per una cifra complessiva di circa 20.000 euro. Forse anche non confidando in uno sblocco in tempi stretti dei lavori da eseguire nella sede che ospita la pinacoteca e, tra gli altri, l’ufficio del sindaco e la segreteria. Un segnale significativo, dunque, di come si siano quasi perse le speranze di poter finalmente partire con la sistemazione definitiva del palazzo, inclusa la palazzina dietro il giardino che per anni e fino al terremoto ha ospitato tutti gli uffici comunali contabili. Una spesa, quella per il ponteggio, per la quale si intende comunque ottenere un rimborso rientrando tra le «misure provvisionali eseguite sia attraverso interventi in somma urgenza sia in amministrazione diretta tra cui la messa in sicurezza di strutture pericolanti».

 

L’elenco degli edifici comunali lesionati e, in diversi casi, evacuati, stilato già nel corso dei sopralluoghi svolti immediatamente dopo le scosse telluriche è sicuramente non trascurabile: si va dalla torre di palazzo dei Capitani, con intervento-tampone di cerchiaggio, a Palazzo Arengo e in particolare alla sala della Vittoria della pinacoteca civica, ma anche la scalinata interna che, di fatto, si è dovuta mettere in sicurezza per non compromettere l’utilizzo degli uffici al piano terra come Urp (ufficio relazioni con il pubblico) e Protocollo, ma anche l’accesso in pinacoteca al primo piano e in parte al secondo piano, dove per un periodo – nella precedente legislatura – erano diventati inaccessibili per motivi precauzionali anche gli uffici del sindaco e del segretario generale. Tutto ciò ha poi comportato anche una serie di trasferimenti di uffici ad esempio nella sede della Quintana  e all’edificio di via Giusti. O in altre sedi esterne come quella individuata nel palazzo della Ciip.

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