
L’assessore Monica Acciarri ha ricordato la storia del Milite Ignoto: “L’Italia nel 1921 ha voluto dare dignità a questi uomini che hanno combattuto per la Patria. Per comprendere meglio quante emozioni sono intrise in questo simbolo, la tomba del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma, occorre ricordare lo strazio di una donna che non ha potuto seppellire suo figlio morto in guerra allora. Toccò a Maria Bergamas, una madre in lacrime che non potè seppellire suo figlio, scegliere tra 11 bare che contenevano soldati deceduti su diversi fronti quella che doveva rappresentare il Milite Ignoto. Questa drammatica scena si svolse ad Aquileia il 28 ottobre 1921 e Maria Bergamas cadde in ginocchio dinanzi alla decima bara gridando in lacrime il nome di suo figlio. Quella bara fu scelta per essere sepolta a Roma e compì un viaggio a velocità moderata passando da 13 stazioni dove poteva ricevere gli onori dalla popolazione”.
L’assessore Donatella Ferretti, infine, ha sottolineato l’importanza culturale dell’evento: “Ci rende particolarmente orgogliosi oggi ricordare – ha detto – che il Vittoriano fu progettato da Giuseppe Sacconi di Montalto, che ne seguì i lavori per vent’anni, e che il monumento a Vittorio Emanuele II che campeggia in questa sala, fu realizzato dall’ascolano Nicola Cantalamessa Papotti per l’Altare della Patria e che non essendo stato scelto, fu donato dall’artista alla sua città. Il Cantalamessa realizzò comunque per il Vittoriano la vittoria alata”.