Riconoscibilità, identificazione chiara, denominazione di origine. Si aggiungano caratteristiche non riproducibili e territorio sorprendente. Questi saranno i fili conduttori che caratterizzeranno la promozione del Consorzio Vini Piceni quest’anno presente alla 57 ° edizione del Vinitaly di Verona con bene 29 aziende, numero superiore a quello dello scorso anno.
Saranno quattro giorni molto intensi per i soci espositori, divisi tra quelli all’interno della collettiva Marche, quelli esterni ad essa ma all’interno del padiglione 7 e quelli presenti con stand propri in altri padiglioni. Il Consorzio al Vinitaly continuerà a promuovere l’Offida Docg, nelle tipologie Pecorino, Passerina e Rosso, il Rosso Piceno Dop, anche nella tipolgia Superiore, il Falerio, anche nella tipologia Pecorino ed il Terre di Offida Dop nelle tipologie passito e spumante.
Capecci“Sono orgoglioso di questa presenza importante spiega il presidente del Consorzio Vini Piceni Simone Capecci – Ciò significa come la base sociale creda alla promozione delle nostre eccellenze e che questa rappresenti il miglior antidoto verso quei fattori esterni, in teoria negativi, che potrebbero minare oggi l’immagine delle eccellenze del nostro territorio quali i dazi, i vari provvedimenti sui limiti per la guida ed il cambiamento climatico.
Da non tacere, poi, il tanto dibattuto problema del vino dealcolato, processo che va guardato non come problema a prescindere, quindi con prudenza e senza pregiudizio, ma che vogliamo non interessi le denominazioni di origine e che sia più chiaro anche sul piano legislativo riguardo le modalità di presentazione di esso e le diciture da riportare in etichetta.”
Io sono Piceno e l’Italia che non ti aspetti
“Ma la migliore arma letale sarà quella della chiara identificazione della provenienza e della conseguente qualità – continua Simone Capecci – che ci permette di affermare con orgoglio che “io sono piceno”
Per questo l’attività promozionale, che verrà esaltata al Vinitaly, punterà su questi fattori positivi. In particolare, quel legame tra prodotto finale e vitigni di origine, prevalentemente Pecorino, Passerina e Montepulciano, sulla loro spiccata autoctonia ovvero sulla certificazione che alcune varietà di vite, tipiche qui possono esprimere il meglio di sé, solo qui scopriamo la tipicizzazione di un territorio non riproducibile che esalta prodotti non riproducibili.
Tra noi permane la consapevolezza, parlando di Piceno, che ci troviamo di fronte ad una “Italia che non ti aspetti” rinnovando quel senso di sorpresa al gusto delle nostre denominazioni ed alla scoperta del territorio che lo genera”. Il programma al Vinitaly presso la cosiddetta “Terrazza Marche” sarà molto intenso. Vini piceni
La domenica si partirà con un interessante convegno tenuto dai Prof Emidio Albertini e il Prof Gianpiero Marconi, docenti di Genetica dell’Università degli Studi di Perugia dal titolo “Genetica e biotecnologie per la viticoltura e l’enologia del futuro” dove verranno approfonditi temi cruciali come la possibilità che queste moderne tecniche genetiche possano progressivamente sostituire i tradizionali metodi di incrocio e selezione varietale
Nella stessa giornata ci sarà un focus ed una degustazione guidata, da parte dell’Ais Marche, di prodotti con base vitigno “Grenache” che nel tempo sta caratterizzando e tipicizzando i rossi di molti soci del Piceno, pur in forme legate alla indicazione geografica tipica “Marche”
Il giorno dopo si terrà una Masterclass dal titolo “The Piceno DOC, the wine you don’t expect” dove sarà possibile illustrare le peculiarità delle Dop a quindici buyer stranieri, in collaborazione con l’ICE.
Il martedì sarà interamente dedicato alle degustazioni delle dop degli espositori della collettiva, attraverso un producente confronto con le altre denominazioni delle Marche.
Il Consorzio Vini Piceni nasce nel 2002, con l’obiettivo di valorizzare la produzione enologica del Piceno che, negli ultimi anni, ha raggiunto numeri e risultati importanti. Ad oggi, la realtà del Consorzio è composta da 56 soci, tra aziende agricole e cantine picene, per un totale di circa 700 viticoltori coinvolti, Nell’anno appena trascorso sono state circa 7 milioni le bottiglie prodotte. L’export rappresenta circa il 45 % del fatturato globale.

Il Consorzio Vini Piceni nasce, nel 2002, con l’obiettivo di valorizzare la produzione enologica del Piceno. Ad oggi, la realtà del Consorzio è composta da 56 soci, tra aziende agricole e cantine, per un totale di circa 700 viticoltori coinvolti, e può vantare un vino DOCG, l’Offida, il DOCG più diffuso delle Marche, nelle tipologie Pecorino, Passerina e Rosso, e tre vini DOC, cioè il Rosso Piceno (anche nella tipologia Superiore), il rosso maggiormente prodotto nella regione, il Falerio (anche nella tipologia Pecorino) ed il Terre di Offida nelle versioni Passerina Spumante e Passito.

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